IL BRENTA, MAMELI E IL ROCK AND ROLL
Inutile scrivere che Venezia è una città stupenda e un palcoscenico suggestivo per l’arrivo di una maratona.
Esercizio meno scontato ma comunque necessario è parlare di tutto quello che precede il lungo ponte che unisce Venezia alla terra ferma.
La riviera del Brenta con le sue ricche e famose Ville e i suoi borghi si sono infatti rivelati una piacevolissima sorpresa.
La mia marcia di avvicinamento a questa maratona mi ha portato fino alla partenza di domenica senza ambizioni di personal best e con la voglia di godermi in pieno e senza troppe velleità agonistiche, il panorama e tutte quelle emozioni che solo certe manifestazioni sanno regalare.
Già il giorno prima della maratona, la trasferta è incominciata nel migliore dei modi grazie ai nuovi amici del “B. and B. River Venice” di Dolo che con la loro accoglienza e simpatia ci hanno fatto sentire davvero come persone di famiglia ( per chiunque fosse interessato alla Venice Marathon o anche solo ad un weekend sul Brenta è assolutamente un nome da tenere in considerazione) e grazie al tempo che ci ha veramente regalato due giorni di sole quasi da fine estate.
Logisticamente non è una maratona semplice ( a Venezia logisticamente nulla è semplice…) e occorre organizzarsi bene per i trasferimenti sia al luogo della partenza (Stra) che al rientro dall’arrivo (Venezia). Noi abbiamo optato per un paese, Dolo situato lungo il percorso a circa 5km dal via, e programmato un rientro da Venezia in treno.
La mattina della partenza, sotto un sole tiepido di ottobre la prima bella sorpresa è trovare il giardino di Villa Pisani, la regina delle ville venete, aperto ai maratoneti in attesa del via. Però l’adrenalina della corsa piano piano sale e diventa difficile godere a pieno di un tale paesaggio, bisogna scaldarsi e mettersi in griglia, siamo in 7000 e ci vuole il suo tempo…
L’inno di Mameli suonato dalla banda di Cittadella e cantato più o meno bene da un discreto numero di runners, emoziona veramente e fa da preludio allo sparo, che decreta la partenza.
Dopo soli tre chilometri, lasciate le ultime case di Stra lungo il Brenta si incontra il primo borgo, Dolo e il primo di una quindicina di complessi che suonano musica Rock a tutto volume. Io mi gaso “dabbruto” e un sacco di gente che urla e incita lungo la strada di certo non mi calma, quest’anno non sono molto allenato ma per 20 km attraverso comuni, ascolto buona musica e non sento la fatica….
Purtroppo, mentre chi suona si diverte, io piano piano mi stanco e, passata Mestre e l’euforia del rock and roll arriva il ponte della libertà lungo 4 km e veramente “troppo dritto”. Ma una maratona senza soffrire non lascerebbe ricordi indelebili e così, via anche il ponte, si giunge nella “città sull’acqua” piena di gente in festa al passaggio di sofferenti maratoneti. Il bello dei pettorali personalizzati è quello di incontrare bambini mai visti che urlano il tuo nome a squarciagola, ti battono il 5 e ti fanno sentire come un atleta di fama mondiale su e giù dai ponti attrezzati tra i canali. Piazza San Marco è un fiume di gente, letteralmente da “pelle d’oca” e al 40°km chi ha già fatto maratone sa che emotivamente si diventa vulnerabili…
Marika al 41° urla e mi spinge a non mollare, fingo di essere fresco e la saluto ma in realtà sono alla frutta e al ponte successivo sono prossimo a camminare, poi ad un tratto sento una voce familiare e inattesa “vai gnaro!!!” io sono cotto ma non pirla, lo riconosco, quello è il buon Selogni, grande amico podista bresciano!!!!
Che piacere e che fortuna trovarlo ad uno sputo dal traguardo, lo saluto e riparto come fossi primo assoluto, tagliando il traguardo sorridendo con un dignitoso 3:41 di real time.
Mi abbasso leggermente per aiutare una ragazza incaricata di mettermi la medaglia al collo, un’altra maratona da fare si è appena trasformata in un ricordo indelebile scolpito nel mio cuore.
Renato


Ricordo ancora bene quando, circa tre mesi fa, un lunedì sera, sono stato al circolo Vallescuropasso con Nicola ad ascoltare la proposta che il presidente “Calino” e gli altri ragazzi volevano farci.
SUPERLORI: IL RECORD ALLA CORSA BEREGUARDINA E' SUO!!!