4 MAGGIO

Questa settimana cominciamo cliccando sui tasti quattro e due, il risultato è SteB e Marco. Altre due maratone messe in cantiere dai nostri atleti, Marco a Trieste comincia a gustarsi l’ingresso nel club delle 50 maratone, con questa è a 49, ormai ci siamo, forza, ancora uno sforzo e il nome verrà inciso. SteB invece è riuscito a mettersi in luce a Salisburgo, gara non facile, è un grande onore averlo, 14° Italiano in gara.
Tagliamo la distanza fermandoci a 21, Piacenza e Alessandria, est e ovest, destra e sinistra, particolari che non contano, il Running Oltrepò c’era. A Piacenza la Super Gio cattura l’ennesimo primo posto della categoria, Cesare ferma il cronometro a 1: 22:45, tempo eccezionale che gli vale la quarta posizione di cat. M50. Dietro di loro Lello e Maio, che non mollano mai. Ad Alessandria invece Api, IronMauri e Vito concludono con piazzamenti di rilievo (sempre ad Alessandria la Sacchi non sbaglia strada e arriva prima di cat. nella 10k) .
Torniamo in Provincia: oltre alle varie libere che hanno visto la nostra presenza si è corsa la Stravidigulfo, gara del campionato FIDAL, ed è subito doppietta di cat. per Alessio e Cice, un primo posto per la Giudi, che al rientro nelle gare provinciali è già davanti, e la Ba, che con costanza guarda lontano. Bravissimi sui 13 k anche il Baro e Alessandro.
Per finire Corrilambro, un’altra tappa del Corrimilano, più dura del previsto per Anna e Nick, però come sempre agguerritissimi. Prossima tappa il “Giro da Paura”, ne varrà sicuro la pena.

NICK

GLI ABATI DEL RUNNING

“ Prologo.
Una sera di circa un mese fa, al bar di Felice, mentre stavo tranquillamente sorseggiando una birra, accettai, con molta “incoscienza”,di far parte della express-team, dell’Abots Way, , staffetta in 4 tappe da Pontremoli a Bobbio, con i compagni d’avventura Fede, Marco e Vito. In macchina , tornando a casa, rimuginavo ….ma che ho fatto ! bah….. l’ho combinata …indietro non si torna.
“ Pontremoli
Arriviamo a Pontremoli , ci accoglie la banda del paese e il Sindaco e poi subito breafing della gara nel teatro Comunale; toccanti soprattutto la parole di Don Lorenzo , che invitava ad una riflessione sul significato del “viaggio” , da soli immersi nella natura , nei boschi, sulle montagne , dove la fatica penetra e ti accompagna , ma nello stesso tempo fa emergere te stesso, il tuo carattere, la tua forza.
La gara
Abbiamo dormito in palestra (circa un ettaro di foresta segati), alle 4 sveglia , accompagniamo il Fede , 1°della compagine, alla partenza prevista alle 6, da Pontremoli a Borgo Taro, poi toccherà a me fino a Bardi, di seguito Vito arriverà a Farini e chiuderà Marco a Bobbio. Le frazioni sono circa di 30 KM ciascuna. Si presenta allo start anche Giudi più che mai agguerrita e tesa come una corda di chitarra, il mi cantino , dice Marco, sarà l’ultima del suo team, composto da Michela, Sofia e Roberta , che si classificherà in prima posizione donne, grandissime. Il Fede è il carico da 90 , che caliamo subito per intimorire gli altri concorrenti ed infatti fa il tempone in circa 3 ore e 30, super !......ora mi tocca.
Parto baldanzoso, ma dura poco, subito salitona tipo San Contardo di Broni , poi su è giù, anche nel fango per fortuna incontro strade bianche dove si può corricchiare……per due volte ho preso anche l’acqua. Intravedo al termine la fortezza di Bardi , ma devo ancora scendere a valle e risalire, che faticaccia chiudo in più di 6 ore e passo la palla a Vito che parte lanciato verso il monte Lama attraversando la zona detta delle “piscine”, per la presenza di grandi pozze d’acqua, purtroppo non è birra, che arriva a Farini all’imbrunire in circa 4 ore e da il cambio a Marco, galvanizzato ed euforico. Deve salire al buio alla Sella dei Generali e poi giù a capofitto per un canalone a Bobbio, per fortuna che dispone di una lampada frontale di 300 lumen ( quando brucia un lampione l’ENEL lo chiama per sostituirlo in emergenza), all’arrivo ci sono anche Renato, Marica e Rassel che ci hanno raggiunti dal mare.
Poi tutti a Bobbio dove in attesa di Marco, ci piazziamo in posizione dominante il ponte Gobbo sul Trebbia, dove di volta in volta spunteranno le lucine dei trailer , ecco se ne vede una …….sarà lui? arriva è inconfondibile con il fascio di luce quasi da riflettore da contraerea……grande in poco meno di 5 ore ! All’arrivo in piazza Duomo fanno gli onori di casa l’amato Presidente Nicola ed Anna .
Anche noi finiamo il cammino degli abati in 18 ore e 49 , mentre, ricordo Filippo Remador Cesario concludeva il Trail del Mugello di 60 km in circa 10 ore e Pier Dante si accingeva ad affrontare il trail della Val Varaita, sotto un diluvio, che porterà a termine in 4 ore e 26.
Giornata immensa per il trail targato Running Otrepo.
Un grazie ad Albertocchi, Giacobone ed a Marino che ci hanno animato e sostenuto durante tutta la trasferta ed un complimento alla bravissima Ilaria Pozzi giunta quinta donna in poco più di 20 ore ed a Luigi Bariani, anche lui trailer sull’intero tragitto.”

Massimo

CORVI ANCORA IN BRIANZA

RunInSeveso, terza tappa del circuito Corrimilano, che quest’anno ha la fortuna di vedere nelle sue classifiche anche il Running Oltrepò, infatti io Alessio e Anna ne abbiamo già corse due. Gare divertenti, e di qualità, in tutti i sensi, sia come livello agonistico che organizzativo (non solo per la nostra presenza). Questa volta Anna ha sfiorato il podio di categoria arrivando quarta, mentre io ed Alessio abbiamo sgomitato per bene nella mischia, cosa che ci fa solo venir voglia del prossimo appuntamento che sarà il 4 maggio nel parco del Lambro. Se qualcuno intende unirsi vi garantisco che il divertimento è assicurato. Per chi volesse dare una sbirciata alle varie tappe ecco il link al calendario http://www.corrimilano.org/gare.htm

Nick

BRIANZA DOUBLE CLASSIC

In questo lunedì di Pasquetta, che definire novembrino sarebbe un eufemismo, causa forfait dell’ultimo momento di Paola, vengo precettato per accompagnare il Baro alla Brianza Double Classic (per me prima esperienza in una gara a coppie).
Partenza da Voghera alle 640 alla volta di Besana in Brianza sotto un cielo plumbeo, poi a circa metà strada inizia a tenerci compagnia una pioggerellina che non ci abbandonerà per nessuno dei 18270 metri che ci aspettano.
Arrivati a destinazione con un discreto anticipo espletiamo agevolmente le formalità di ritiro pettorale comprensive della sostituzione del nominativo di Paola col mio, ci ripariamo al caldo degli spogliatoi del Centro Sportivo e ci prepariamo indossando il müdìn realizzato per la Staffetta alla Milano City Marathon.
L’attesa si svolge in un’atmosfera completamente diversa dal solito quando i più seri sono alla ricerca dei propri rivali di classifica e gli altri (come me) ridono e scherzano con le facce note: scorrendo la starting list ad una prima occhiata abbiamo realizzato di essere gli unici della provincia di Pavia (eccetto Tommaso Vaccina che, per la cronaca, chiuderà secondo).
La formula della partenza (una coppia ogni 20 secondi) e una posizione in griglia abbastanza avanzata (riferita ai tempi sulla mezza) ci permettono un approccio di gara “divertente”, partendo senza spremerci recuperiamo gradualmente terreno sulle coppie precedenti e subiamo il primo sorpasso solo a metà percorso (alla fine saranno 26 le coppie superate e 2 quelle da cui siamo stati superati).
Il percorso (si corre su strade aperte, ma in modo abbastanza sicuro grazie alla numerosa presenza di volontari a presidiare gli incroci e ad uno scarsissimo traffico automobilistico, peraltro insolitamente “educato” ) scivola via agevolmente per me fino al 14°km, poi comincio a soffrire un po’ di gambe, ma Davide è bravo ad incoraggiarmi per gli ultimi km e a farmi credere nella volata finale in cui riusciamo a superare sul rettilineo dei 100mt proprio la coppia che ci aveva passato al 9°km.
All’arrivo discreto ristoro dove spicca su tutto l’uvetta (di cui ho fatto man bassa) e doccia calda, poi si torna alla base dove mi attende un piatto di lasagne fumanti.
Alla fine la classifica reciterà 129° assoluti ( 113° su 150 nella maschile), ma quello che conta per me è un buon allenamento in vista della prossima mezza (Jesolo a fine maggio).

Massimo

GORREI

Domenica 13 aprile si è corsa la temibile Parigi-Roubaix, l’inferno del nord, tra pavè e fango, una della gare ciclistiche più massacranti dell’anno. Noi quel giorno non abbiamo voluto essere da meno: la nostra Parigi-Roubaix l’abbiamo corsa a Moretti di Ponzone, sull’Appennino Piemontese e si è chiamata Trail dei Gorrei. Me l’avevano detto tutti che il percorso era un’ infame pietraia che lascia il segno e non si erano sbagliati di molto; gambe così doloranti me le sono ritovate solo dopo il Passatore. Quattro alfieri Running Oltrepò al via, ognuno con la propria storia e le proprie motivazioni: il Vice Presidente Massimo Lorè si è cimentato sul percorso dei 24 km con 1.100 m D+; per lui era il debutto in una gara di trail con la divisa del Running Oltrepò e si è ben comportato chiudendo la gara in 3h46’, un ottimo e fondamentale allenamento in vista della Abbots Way del 26 aprile, che correremo insieme a staffetta; Vittorio Carta, al suo primo ultra-trail, ha corso la gara lunga di 46 km con 2500 m D+ in 6h52’ soffrendo nella seconda metà le terricanti discese pietrose e gestendo dolori vari alle ginocchia, è stato il migliore dei nostri; menzione d’onore per Filippo “Remador” Cesario, che il giorno prima aveva corso l’ultra trail dei Monti Cimini a Viterbo (80 km) e ha voluto combinare una “doppia” inaspettata che gli è comunque ben riuscita; termina la sua fatica in 8h38’; io avevo come imperativo di riuscire a terminare la mia 48^ maratona; questa varrebbe triplo, visto l’impegno profuso per riuscirci … l’ho finita in 8h22’, ma non penso che vi ritornerò il prossimo anno. Gara troppo tecnica, non sono i percorsi che prediligo; non riuscivo a correre neanche nelle discese perché effettivamente era difficile scegliere il posto adatto e sicuro dove appoggiare il piede; qualcuno mi ha rimproverato di non aver corso con i bastoncini, ma l’uso delle bacchette su terreni troppo pietrosi può essere anche controproducente. Insomma, archiviata anche questa e come dice il mio amico Gilberto Costa “nei dolori post gara scopriamo quanto è stato necessario produrre per riuscire a farcela ancora una volta"

Marco