Tartufo trail 2016

 

Ho incominciato a pensare di iscrivermi al Tartufo Trail alla fine di agosto,le vacanze erano finite,ma la voglia di continuare a percorrere  i sentieri di montagna era tanta, e correre trail dà la possibilità  di immergersi per qualche ora  in quei sentieri tanto amati. Ne ho  parlato con Vito, che da veterano di questa disciplina,è sempre pronto a una nuova avventura, e ho segnato  in agenda il promemoria con il termine ultimo per iscrivermi…. Ogni giorno lo vedevo  lì che spuntava  tra i vari impegni, e nella mia testa sapevo  già che stavo  per commettere una pazzia…. L’iscrizione quest’anno dava  la possibilità  di partecipare alla 50 km, con l’eventuale opzione durante  la gara di spostarsi sul  percorso da 28 km…. Ed è così che con leggerezza mi iscrivo alla 50 km, ripetendo a me stessa e a chi mi chiede se sono impazzita che tanto posso sempre scegliere.

 I giorni trascorrono in fretta,  e in un baleno è il 9 ottobre….

Io e Vito partiamo da Broni alle 5 di mattina,  e assonnati arriviamo a Calestano, questo paesino alle pendici dell’Appennino, dove ad attenderci ci sono tanta nebbia e aria fredda.

Ritiro pettorali, deposito borse e via alla partenza, dove  troviamo anche il compagno di squadra Pierdante che affronterà la 66 km.

 La temperatura alla partenza ci annuncia che non sarà una giornata facile a livello di meteo,  il cielo è nero, fa freddo e il vento si fa sentire. Nonostante tutto lo speaker ci incoraggia, dicendoci che dal pomeriggio dovrebbe schiarire e uscire il sole.

E allora via si parte, mentre percorro il primo km nel centro storico,mi chiedo che cavolo sto facendo….

Intanto comincia a piovere, guardo l’orologio , sono già trascorsi 40 minuti e sono più o meno a 4,5 km…. Vito ogni tanto mi aspetta, l’idea è di arrivare al primo cancello insieme, al 21 km, entro il tempo limite di   3 ore e 40. Mi sembra di avere comunque tantissimo tempo, e proseguo fiduciosa. Ma la pioggia e il fango aumentano,  fango bastardo, mi sembra di avere i piedi incollati al sentiero, con le scarpe che si fanno pesanti. Lascio andare Vito, non voglio trattenerlo, comincio a guardare l’orologio, rimane poco tempo prima della chiusura del cancello orario, e mi accorgo che i miei sogni si stanno infrangendo,  mi do della stupida, mi chiedo  con quale superbia posso anche solo aver  lontanamente pensato di correre 50 km….   Sento le gambe stanche e non sono neanche a 21km….guardo di nuovo l’ora, sono le 11.40 e mi accorgo che ancora non sono al cancello, provo comunque a spingere con le ultime forze, giusto per convincermi almeno di aver provato a dare tutto. Al cancello ci arrivo pochi minuti dopo la chiusura, un organizzatore mi punzona il pettorale e mi chiede : “Prosegui sulla 28 giusto?”, e io rispondo : “sì  purtroppo….”  E lui:             “  Perché?  Volevi correre la 50?”  E  io: “ Eh sì  ma sono fuori dal cancello…. , lui per riposta si gira verso la scopa,  e gli chiede “Martin, questa ragazza vuole fare la 50, che dici, la facciamo proseguire?”  , Martin  mi guarda e mi dice  “Dai forza,  bevi,  mangia che partiamo!”

 In quel momento non capivo  se essere  felice o se era il caso di tirarmi degli schiaffi da sola, ma caspita mi sono detta, ma sei quasi morta ad arrivare fino a qui,  ma ti viene in mente di proseguire per altri 29km?

 E così mi incammino, siamo io e altre due donne, una delle due ha una crisi, non vuole proseguire e questo non fa che spaventarmi di più….decido di chiamare Renato e dirgli di non preoccuparsi, che sto proseguendo, lo sento perplesso e effettivamente se dopo 4 ore ho percorso 21 km, ne ha tutto il motivo.

 Intanto però mi accorgo che le gambe cominciano a girare, prendo coraggio e piano piano riparto.

 Mi ritrovo così sola, cerco di seguire i segni sugli alberi e a terra, ci manca solo di perdersi in questo tratto di Appennino, così selvaggio. Comincio a salire, c’è un bel pezzetto piuttosto tecnico e poi un sentiero che mi porta all’interno di un bosco di conifere altissime, nonostante la stanchezza rimango stupita da questo panorama, da questa natura così bella.

 Mi perdo un po’ nei miei pensieri e arrivo in cima, dove nella nebbia scorgo un cartello che indica a caratteri cubitali: PUNTO DI RISTORO, SIETE AL 32,5 KM, A 7,5 KM DAL 2^ CANCELLO ORARIO

 Al ristoro, trovo i volontari della protezione civile, fa molto freddo, bevo e mangio qualcosa, e mi rimetto a correre, in quel momento  incrocio nuovamente Martin che sta seguendo gli ultimi runner, lui mi guarda e mi urla “ Vai, brava, bravissima,  sei arrivata fino a qui, vai!!”

 Quelle parole, in quel particolare momento mi hanno aperto il cuore e la mente….lascio andare le gambe, finalmente inizia un po’ di discesa, parlo a me stessa, e mi auto incito e mi dico:”dai gestisciti bene, dai continua così….”

 Chiamo di nuovo Renato per tranquillizzarlo, e dirgli che sto un po’ meglio e gli prometto che se arrivo al 40^km , all’arrivo ci arrivo in qualsiasi modo, anche strisciando.

 Fino al 39^ è un saliscendi corribile, poi comincia una salita nel bosco, che mi frena ancora,  i crampi ogni tanto arrivano, cerco di bere per tenerli lontano, arrivo in cima e al cancello e  ristoro dei 40 km.

 Che bello vedere qualcuno, parlare con gli organizzatori e i volontari  che mi incoraggiano, e mi dicono che dopo 5 km troverò l’ultimo controllo.

 E così è, trovo l’ultimo punto di controllo, un volontario mi punzona il pettorale per la sesta e ultima volta, mi offre un po’ di cioccolato, e mi dice “ segui le frecce, 5 km e sei arrivata!”

 Riparto per l’ultima volta e ora davvero non mi voglio più fermare, comincia una lunga discesa fatta di pietre, fatico a farla, comincio veramente a essere stanca, ma dopo una curva finalmente vedo spuntare i tetti di Calestano, scendo un sentiero che mi porta in paese, e sento la musica, sento il brusio dell’arrivo.

 Eccolo lì davanti a me, mentre percorro la passerella fluorescente che mi conduce al traguardo mi scendono le lacrime e intanto sorrido, non posso  credere di avercela fatta.

 All’arrivo trovo Vito, e apprendo purtroppo che il nostro compagno Pierdante si è dovuto ritirare a causa di un infortunio.

 E così è andata anche questa, la mia prima 50 km…. dura sì, ma la soddisfazione di averla finita è già più forte del dolore che ancora ho nelle gambe.

 Spero in questo fiume di parole di avervi trasmesso un po’ delle mie emozioni….e magari di avervi fatto venire voglia di provare a correre un Trail, sicuramente vi consiglio di pensare al Tartufo Trail, perchè è veramente organizzato in maniera maniacale, offre ben 4 distanze in cui misurarsi, 17 km,28 km, 50 km e 66 km. Il percorso è segnalato alla perfezione, e gli organizzatori hanno veramente pensato a tutto, deposito borse, spogliatoi, docce, pranzo dopo la gara, veramente eccezionali!!!

Ciao  a tutti, al prossimo racconto, alla prossima  avventura!

 Marika