GORREI
Domenica 13 aprile si è corsa la temibile Parigi-Roubaix, l’inferno del nord, tra pavè e fango, una della gare ciclistiche più massacranti dell’anno. Noi quel giorno non abbiamo voluto essere da meno: la nostra Parigi-Roubaix l’abbiamo corsa a Moretti di Ponzone, sull’Appennino Piemontese e si è chiamata Trail dei Gorrei. Me l’avevano detto tutti che il percorso era un’ infame pietraia che lascia il segno e non si erano sbagliati di molto; gambe così doloranti me le sono ritovate solo dopo il Passatore. Quattro alfieri Running Oltrepò al via, ognuno con la propria storia e le proprie motivazioni: il Vice Presidente Massimo Lorè si è cimentato sul percorso dei 24 km con 1.100 m D+; per lui era il debutto in una gara di trail con la divisa del Running Oltrepò e si è ben comportato chiudendo la gara in 3h46’, un ottimo e fondamentale allenamento in vista della Abbots Way del 26 aprile, che correremo insieme a staffetta; Vittorio Carta, al suo primo ultra-trail, ha corso la gara lunga di 46 km con 2500 m D+ in 6h52’ soffrendo nella seconda metà le terricanti discese pietrose e gestendo dolori vari alle ginocchia, è stato il migliore dei nostri; menzione d’onore per Filippo “Remador” Cesario, che il giorno prima aveva corso l’ultra trail dei Monti Cimini a Viterbo (80 km) e ha voluto combinare una “doppia” inaspettata che gli è comunque ben riuscita; termina la sua fatica in 8h38’; io avevo come imperativo di riuscire a terminare la mia 48^ maratona; questa varrebbe triplo, visto l’impegno profuso per riuscirci … l’ho finita in 8h22’, ma non penso che vi ritornerò il prossimo anno. Gara troppo tecnica, non sono i percorsi che prediligo; non riuscivo a correre neanche nelle discese perché effettivamente era difficile scegliere il posto adatto e sicuro dove appoggiare il piede; qualcuno mi ha rimproverato di non aver corso con i bastoncini, ma l’uso delle bacchette su terreni troppo pietrosi può essere anche controproducente. Insomma, archiviata anche questa e come dice il mio amico Gilberto Costa “nei dolori post gara scopriamo quanto è stato necessario produrre per riuscire a farcela ancora una volta"
Marco
