Codevilla e Voghera "I due giorni dei CORVI"

5 e 7 maggio, per il Running Oltrepo due giornate da ricordare ma andiamo per ordine:

Venerdi sera a Codevilla si correva la staffetta FIDAL organizzata in modo impeccabile dall’amica Clara e giunta alla sua terza edizione. Il Running Oltrepò è tornato a fare le cose in grande presentando al via ben 9 staffette sapientemente architettate da Davide. Piazziamo al secondo gradino del podio una squadra nella agguerrita categoria Over con i nostri top runners Andrea, Fabio e Antonello,e altri piazzamenti di rilievo ma soprattutto torniamo ad essere il gruppo con più partecipanti ad una manifestazione FIDAL.

Che dire, basta dare un occhio alla foto di gruppo (grazie Fausto ;-)) per lasciarsi andare un “TANTA ROBA!”

 

Domenica mattina a Voghera si corre la “Run for Parkinson” manifestazione FIDAL a scopo benefico che per noi quest’anno vuol dire campionato sociale!

Qualcuno potrebbe pensare che dopo aver portato ben 27 runners a Codevilla al venerdi sera diventa dura fare di nuovo un bel gruppone 36 ore dopo.. e  invece SBAM!

25 iscritti, Iriense organizza e non si premia e siamo di nuovo sul podio a ritirare il terzo premio per gruppi!!!

Ma veniamo al nostro campionato:

Fabio Giani 36:36 (ottavo assoluto e secondo categoria) si riconferma campione tra i maschi.

Paola Zani 44:57 (7° assoluta e prima di categoria) è una felice novità e si prepara a sfoggiare la sua prima stella.

Due campioni sociali quelli del 2017 assolutamente strameritevoli che vincono per distacco con prestazioni “Monstre” e festeggiano doppiamente in quanto entrambi segnano il proprio PB sulla distanza dei 10000. CONGRATULAZIONI!!

Prestazioni di rilievo anche per Ballerini (3°cat.) e Paolo Rossi (P.B. 42:22), ma bravi tutti (ne restano22 più il sottoscritto difficile elencarli tutti). Menzione a parte per i tre esordi al campionato sociale: la nuova “corvetta” Erika Delbo' alla sua prima gara targata R.O.07 , la nostra Sabina Vercesi e Luca Cotta Ramusino ,  di questi ultimi due abbiamo già avuto modo di apprezzarne caparbietà e simpatia e a tutti e tre diamo un caloroso benvenuto ufficiale nella truppa. 

Che dire amici se non grazie di questo WE ricco di soddisfazioni,  siamo in pista da 10 anni ma la storia da scrivere (e la strada da correre) si preannuncia ancora piacevole e moooolto lunga!

 

Renato

Abbots Way 2017 – Per Aspera sic itur ad Astra

 

Quest’anno, dopo due anni siamo ritornati a correre l’Abbots Way.

Inutile che stia a ripetere che per me è stato il coronamento di un sogno, uno perché erano due anni che aspettavo di correrla, due perché l’avrei corsa insieme a Renato.

Una staffetta importante 125 km e 5500 mt di dislivello positivo, addizionata dall’emozione di correre con la persona che amo.

 

L’Abbots Way è qualcosa di più di una corsa, è un’escalation di emozioni.

Che inizia da quando si sale in macchina, e si parte per questa avventura. Quest’anno il nostro viaggio verso Pontremoli è stato in compagnia di Marco Monti, che ha percorso da solo tutta la tappa unica da 125 km.

Pontremoli ci ha accolto come ogni città toscana sa fare, con il fascino di un fiume che la accarezza, con i meravigliosi scorci medievali, con il Castello del Piagnaro che domina la città.

Persino il ritiro dei pettorali e il briefing pre gara sono stati particolari e hanno avuto come contesto la splendida cornice del Teatro della Rosa….insomma nulla è stato lasciato al caso.

Per me già il sabato pomeriggio e la serata sono stati emozionanti, ho rivisto tanti amici con cui ho piacere di correre i trail in Emilia Romagna, e amici che avevo conosciuto due anni prima proprio sui sentieri dell’Abbots, ho cenato con Pierdante, Willy e altri amici, cercando di stemperare un po’ la tensione….ho ammirato uno splendido tramonto su Pontremoli….

La notte è volata, e finalmente è arrivato il mattino, la piazza invasa dai runners, l’aria fredda , il conto alla rovescia e via , che comincia l’avventura….che emozione, lacrime che scendono, ancora non ci credo, di essere qui a percorrere queste strade….

Riassumere i miei 65 km percorsi è davvero difficile, perché posso assicurare che in quelle 13 ore, si corre, si cammina, si vive, si scambiano emozioni, ricordi, ci si commuove quando si arriva sul crinale  che porta al passo del Borgallo e davanti a noi si vede tutta la Val di Taro e l’Appennino Emiliano.  Si ride ai ristori, apprezzando tutta l’ospitalità e la generosità dei volontari che fino a notte fonda hanno lavorato per noi.

E dopo il 42^ km, non nego di aver anche pianto dalla fatica, cercando di ascoltarmi e capire come ritrovare un po’ di energia…. In tutti questi momenti non posso non ringraziare la compagnia gentile di Antonio, Roberto , Alessandro, Walter ….ma anche la presenza e l’affetto degli amici più cari dimostrata  con i tanti messaggi inviati che mi risuonavano nella mente e mi spronavano a proseguire.

E così sono arrivata a Bardi,al tramonto, Bardi, con il suo imponente castello che mi sembrava di non raggiungere mai….e poi imboccato il centro paese, l’urlo di Vito, Anna, Nicola, Renato che incitavano il mio arrivo.  Quante EMOZIONI!!! Trovare lì Renato ad aspettarmi, fare qualche passo insieme e poi lasciarlo partire, perché la nostra avventura non era ancora finita.

Una doccia calda, uno squisito minestrone, e via che si riparte in macchina, e qui devo ancora una volta ringraziare Vito, Anna e Nicola che mi hanno accompagnato….non tutti hanno la fortuna di avere degli amici fantastici come loro.

Arrivati a Bobbio era davvero difficile per me dormire, al traguardo si respirava aria di vita, io ero carica di adrenalina e così in compagnia di Vito ho deciso di aspettare l’arrivo di Marco, che chiude con un tempo da paura di 19 ore e pochi minuti la sua gara con il tifo di sua moglie Ilaria e dei suoi bellissimi bimbi che hanno percorso con lui gli ultimi mt. fino al traguardo.

Poi non nego di essere crollata in camera in una sorta di sonno per un paio d’ore….ma il mio pensiero era tutto per Renato, sapevo che gli avevo lasciato la tappa più dura, e la corsa di notte….e così alle 6 di mattina mi sono ritrovata da sola sul ponte Gobbo di Bobbio….

Bobbio all’alba….le luci del mattino….il canto degli uccelli….l’acqua del Trebbia e  i suoi riflessi argento…. E ancora lacrime sul mio volto, pensando a Renato,e  a che voglia avevo di riabbracciarlo . E poi eccolo lì, che arriva…. Gli ultimi mt di corsa insieme, tagliare il traguardo INSIEME…. Un ricordo che non passerà mai.

Festeggiare l’arrivo di Renato con Marco e Vito che hanno anche loro passato tutta la notte ad aspettarlo, è stato bellissimo.

Ecco questa è l’Abbots Way, anzi questo è solo un decimo delle mille emozioni che scorrono davanti ai miei occhi. Emozioni che ho chiuso nel cuore, forse vi ho annoiato…..ma credetemi nessuna corsa ha il sapore dell’Abbots.

E allora arrivederci Signora del Trail, al prossimo anno….di nuovo sulla Via degli Abati.

Vi lascio con questa citazione, che secondo me racchiude tutta l’essenza di ciò che ho scritto:

“Perché l’ultra dopo un certo punto non è più una prestazione fisica….assolutamente no….nell’ultra vai a vedere l’anima”.

(Cit. Terzani – Graglia)

 

Marika

RUNNING OLTREPO’ ALLA STRASIMENO

 

Castiglione del Lago - Ma sì … i laghi mi hanno sempre reso un po’ triste, ancor di più il

Trasimeno, che sembra grande come un mare circondato da quei canneti sempre spazzati dal vento,

ma qui ci torno sempre volentieri perché vi ho corso nel 2012 la mia prima ultramaratona e poi

perché da queste parti si mangia bene, aspetto da non sottovalutare mai.

Il meteo non ha certo contribuito a sollevare il morale, ma quando la compagnia è buona il resto

passa in secondo piano e la mia compagnia era costituita da Vittorio Carta e dalla corvetta Silvia

Valle, lei in gara sulla 34 km in preparazione della Maratona di Roma. Per me e Vito invece giro

completo del lago, una fatica lunga 58 km. In gara su cinque distanze, dalla 10 km alla

ultramaratona, circa 2000 atleti.

La mia partecipazione a questa ultra poteva sembrare insensata perché da tempo non correvo su

distanze così importanti e sinceramente non sapevo proprio come sarebbe andata a finire; invece,

raschiando un barile che si svuota sempre troppo in fretta, l’ho terminata in 6h47’, un tempo in linea

con quello delle tre edizioni precedenti alle quali avevo partecipato. Molto meglio Vito, finisher in

5h48’ e la Silvietta che chiude in 3h33’ la sua gara ... bella lì!

Salutiamo Castiglione del Lago, le sue norcinerie e la sua fortezza medievale, che dal promontorio

domina tutto il lago … mentre corri sofferente la vedi da lontano e sai che è la in cima che dovrai

arrivare!

Viaggio di ritorno con escursione a Corniglia, gioiellino incastonato tra il mare e i monti delle

Cinque Terre, a suggello di questa tre giorno podo-eno- gastronomica … da veri Corvi!

Marco

STRAMAGENTA 2017

StraMagenta 2017, una gara che mi resterà nel cuore, ma andiamo con ordine…

Tutta settimana a cena:”Davide io ci provo, ma non ce la faccio, va beh al limite salto,fino al sesto ci arrivo, e ci provo,ma pioverà, meglio la pioggia del freddo, no ma non ce la faccio, mi tiri allora?”

E alla fine arriva la mattina della gara:per fortuna partenza e parcheggio sono a ridosso del palazzetto dove possiamo ritirare il pettorale e stare al coperto fino all’ultimo.

Alle 10 prende il via la competitiva,un giro da 5 km da ripetere 2 volte, e qui inizia la mia apnea, dalla fine del primo giro mi affido completamente ai miei pacer Davide e Max, non guardo neanche più il garmin, Davide capisce che sono in sofferenza e continua a incitarmi, ha fatto tutta la gara girato a controllare che fossi lì attaccata; ho perso il conto dei “dai” che mi ha urlato e ad ogni km era un conto alla rovescia: ho ancora nelle orecchie la frase “Non si molla adesso ne mancano 3, poi l’ultimo ti viene da solo”.

E alla fine vedi il traguardo, vedi il tuo personale che si abbassa di quasi un minuto, vedi tutti i sacrifici fatti per allenarti e le levatacce alle 5.30, ti rivedi meno di un anno fa quando di correre non ne volevi sapere più, vedi il primo personale fatto da mamma, senti due lacrimoni che ti scendono perché è troppo bello, una sensazione di felicità così grande…

Per concludere ci vuole un grazie di cuore a Max che ha sacrificato la sua corsa per farmi da pacer, al mio Davide che mi sopporta e supporta sempre e a Fabrizio che merita una cesta di Nutella.

Paola

Winter Trail del Parco

 

WTdP 19km 1100D+

...IL BALLO DELLA DEBUTTANTE

Agitazione!! lo stato d’animo che mi ha accompagnata le ultime due settimane fino ad oggi (ieri n.d.r.), il giorno della mia prima gara.

Ritrovo ore 7 con gli altri compari del Running, chi andava a Sannazzaro e chi a Morfasso. Partiamo Marika, Renato, Pierdante, Vito e gli amici Michela e Paolo.Arriviamo e io mi sento come un gattino messo in un ambiente sconosciuto, mi guardo attorno e vedo un sacco di persone belle attive, pronte, mentre io ero in uno stato confusionario assurdo. Andiamo a ritirare i pettorali, il mio primo pettorale, penso di averlo guardato come se mi avessero appena dato il regalo tanto aspettato! Andiamo a cambiarci, scambiamo due parole con altre ragazze della gara, tra cui una rimasta impressionata del chilometraggio della mia “prima”, ma subito non ci faccio caso, ero troppo curiosa di mettermi alla prova.

Pronti, via, si parte...pochi metri e arriva subito un bel salitone. Io amo le salite, perché nonostante lo sforzo, prima o poi arrivi, e quando arrivi tutto è passato e ti senti potente, ma questa prima salita, così a freddo mi ha uccisa. Un po’ ripensavo alle parole di quella ragazza, forse davvero avevo fatto la cavolata di partire con una 19km, un po’ cercavo di andare, di spingere, ma avevo la testa che non gestiva il mio corpo, ero ancora troppo fredda per coordinare il tutto. Per fortuna con me c’era la mia ormai maestra Marika che mi ha tranquillizzata, mi ha placato il fiato, mi ha dato il coraggio di continuare. Si riparte, e questa volta sul serio! Nonostante l’inizio davvero duro arriviamo al primo ristoro dove ci fermiamo giusto per un tè caldo e ripartiamo subito. Dopo quel primo salitone arriva una forte e lunga discesa, bene, penso, si recupera ora...ma quella discesa non finiva più, subito me la pelavo perché maldestra come sono ogni tre sassi uno lo inciampavo, poi ho cominciato a pensare “adesso ci farà pagare tutta questa discesa” e così di fatti arriva quella che per me è stata fin’ora la salita più lunga e ripida che abbia mai fatto. Siamo tra il 10° e il 13° km...mamma mia che fatica, non sento più le gambe, erano oramai stanche, puntavo i bastoni e mi trascinavo su, guardavo giù e mi girava la testa...ma non si molla! Sapevo comunque che quella era la grande salita prevista dal percorso, e forse la cosa da una parte mi rincuorava, il fiato non mi dava problemi, ma accusavo stanchezza. Dopo una salita interminabile finalmente si scende, arriviamo all’ultimo ristoro, una breve carica e ripartiamo con ancora subito una salita...non si molla! Finalmente iniziamo a scendere, le mie gambe stanche incominciano a cedere e al 17° km la mia caviglia alza bandiera bianca facendomi planare per terra, ma mi conosco, strano che non sia caduta prima! Incomincio a ridere e piangere assieme, Marika mi raccoglie (santa donna!) e si riparte. Basta, sapevo che stavo arrivando e che l’avrei terminata...ho corso gli ultimi chilometri col magone, ero felicissima. Renato ci viene incontro e penso di non essere mai stata così felice di vederlo! Corriamo, vediamo il traguardo, Marika mi prende per mano e io inizio a piangere di felicità, ce l’ho fatta!!!

Forse sì, forse aveva ragione quella ragazza a prendermi per pazza per correre una 19km alla mia prima, ma io ce l’ho fatta! Pensavo di finirla con un tempo migliore...ma chi sapeva che era una roba del genere!?

Il massimo che ho fatto era il nostro Scuropasso trail! Ma io ce l’ho fatta! Grazie ai miei compari che mi hanno incoraggiata in questa avventura e un grazie particolare a Marika perché mi è stata davvero vicina

Alla prossima!!!! Tatooooooooo!!!!!

Sabina