Monza Resegone 2016

Monza-Resegone  “Dal tramonto all’alba”

Tre settimane fa, mentre stavamo portando la borsa degli indumenti di ricambio a Monza, io e Nicola discutevamo su cosa ci aspettava.

Lui si accingeva a correrla per la quinta volta e io, che ancora non la conoscevo personalmente, lo tempestavo delle solite domande.

Ricordo perfettamente che mi disse “La Monza Resegone non è un granchè e si corre in statale per 30 km, ma se devo dire quali corse nella mia vita mi hanno affascinato di più, sicuramente una è proprio quella.

Ok, pensai io, sono in mano a un pazzo….

In realtà Nicola non è pazzo, la Monza Resegone nasconde caratteristiche che nessun’altra gara possiede, si corrono 30km partendo al tramonto, (noi in realtà alle 23.00 quindi di notte), in pianura, al caldo e poi, nel momento in cui durante una maratona si comincia a soffrire, inizia un’altra gara e si va in un sentiero di montagna con pendenze proibitive arrivando quasi all’alba.

Se avete mai visto il famoso film “dal tramonto all’alba” vi posso dire che la metafora è azzeccata non solo per gli orari ma anche nella trama!!

La prima parte della corsa è paragonabile al primo tempo un thriller classico,  mentre la salita assomiglia alla parte con i demoni, un film grottesco  (ma senza la bella Salma Hayek)…in pratica due film in uno.

La gara, organizzata dagli alpini è una cosa seria e alla partenza a Monza lo si capisce dalla rampa creata appositamente per lo start. Centinaia di spettatori urlanti accompagnano ogni squadra che si appresta a “decollare” a distanza di 20 secondi una dall’altra.

Già squadra, perché l’altra caratteristica di cui non vi ho ancora parlato è quella che la Mo-Re va corsa in team da tre persone e qua viene la “genialata”…

Si attraversano comuni e statali, persone festanti e macchine in colonna, c’è davvero di tutto e il contrario di tutto,  ma sopratutto ci sono i compagni del Team, si ride assieme, si soffre assieme e quando uno dei tre ha un momento di crisi (non siate impazienti ma fidatevi che prima o poi arriva) ci si aiuta e ci si incoraggia a vicenda.

Una volta arrivati a Calolziocorte siamo praticamente alla fine del primo tempo del film, ma noi a differenza di G.Clooney e Tarantino sappiamo che ci più su ci aspettano i demoni, cosi cambiamo le termiche fradice con magliette nuove più adatte al clima freddo e alla salita grazie ad una borsa furbescamente (nei limiti delle nostre menti) appesa nel pomeriggio ad un cancello e per fortuna ritrovata in gara.

Ora si che cominciano a vedersi i Demoni, da Calolzio ad Erve 7KM di salita vera tra gradini e tornanti, in una strada buia e umida scavata nella roccia, guai a fermarsi li, il freddo ci toglierebbe le poche forze rimaste.

Ci incoraggiamo a vicenda, non molliamo anzi, corriamo ancora bene e  superiamo parecchi runners prima di arrivare all’ultimo paese: ERVE

Qua è davvero una bolgia anche se sono le 2 di notte e la gente in mezzo alla strada urla e ci incoraggia a squarciagola, non ci conoscono ma sembrano li solo per noi!!!!

Passiamo il cancello e via, verso il temutissimo sentiero “pra di ratt” (il quartier generale dei vampiri), noi abbiamo poca forza ma tanta grinta e passo dopo passo mettendo davanti il nostro fido “Remador” teniamo lontani spiriti maligni e paure. Ragazzi son 2 o 3 km appena ma questo sentiero di montagna è davvero durissimo, bisogna fare forza sulle gambe stanche i issarsi sasso dopo sasso, cercando di non scivolare,e prestando attenzione su un tracciato illuminato dalla sola lampada frontale.

Ristoro del 40esimo km, mi dico ormai è fatta!!! ma non è vero, mi sono detto una cazzata.

I demoni non sono ancora battuti, Remador li scalci via la davanti, io e Nicola lo seguiamo ma le forze sono sempre meno. Quanto caxxo sono lunghi 2 km????

2km sono lunghi 20 minuti, ovvero la durata dello sforzo fatto per finirli e per vedere finalmente la capanna davanti a noi!!!!!    #STAVOLTAEFATTADAVVERO

300mt di corsa,quasi in pianura, non abbiamo più paura, i mostri ci fanno un baffo, vedere il rifugio illuminato in mezzo alle tenebre e’ letteralmente un tuffo al cuore! Appena sentiamo il bip del tappeto elettronico che sancisce il nostro arrivo chiamo i miei amici e li abbraccio per complimentarmi e per ringraziarli!!

Fatica conclusa, suggellata da un tempo di gara davvero buono.

Ragazzi, la Monza Resegone più che una corsa è un viaggio e, demoni e film a parte, voglio darvi un consiglio:

Se ne avrete l’opportunità corretela con i vostri amici più fidati e senza guardare troppo il crono perché quando sarete lassù e vi guarderete negli occhi stanchi e pieni di emozione, scriverete un momento che rimarrà scolpito nel vostro cuore, esattamente come è successo a me.

Special thanks a mia moglie Marika e ad Anna, che  hanno tifato per noi alla partenza urlando a squarciagola, agli alpini, che hanno presidiato ogni singolo incrocio scortandoci in sicurezza e congratulations alla nostra Api che come sapete in una squadra mista targata R.O. ha fatto registrare un tempo da applausi e un 5 posto categoria F.

Renato

 

C.D.S. 2016

Ciao a tutti. Dopo un anno, da brillante esordio del Running Oltrepò ai CDS di Atletica, mi ritrovo a raccontarvi ancora, con gioia, le gesta di uomini straordinari e donne guerriere, del nostro gruppo. Per ordine e galanteria, partirei dalle fanciulle: quest'anno ce n'era una in più rispetto all'anno scorso e per 2 di loro si trattava di un vero esordio . . Barbara, Elisabetta e Sabrina. 3 Valchirie che in pista ed in pedana hanno dato il massimo, e, a suon di record personali, sfidando vento e pioggia, sopratutto all'inizio della gara nei 3000 metri le aveva costrette a trovare riparo sotto ad una grande albero vicino al punto di partenza della gara. Ci hanno aiutato tanto e stimolato a fare lo stesso nelle nostre gare.

Per i maschietti, ben 10 quest'anno, 3 in più dell'anno scorso, non so quali parole usare per descrivere le loro gesta. Vorrei ringraziare per primo Corrado, persona generosa,coraggiosa e affidabile che si era iscritto su 3 gare: 400, 800 e staffetta 4x400 (roba non da poco...),  ma a causa di un infortunio durante la prima delle tre gare, che ha terminato trascinandosi fino a traguardo con un dolore fortissimo dietro la gamba, ha dovuto saltare le altre due competizioni (coperte poi egregiamente da Paolo negli 800 e la frazione nella 4x400 da Fabio). Ma questo non gli ha impedito la domenica di esserci sostendo la squadra. Un ringraziamento particolare però va a i due esordienti Davide Cammia e Davide Stoppa. Si sono gettati in questa avventura senza sapere che cosa gli sarebbe capitato. Coraggiosi e simpaticissimi per noi sono stati importantissimi .Davide, l'uomo che col giavellotto fa qualsiasi cosa, dopo l'infortunio di Corrado, coprendo la sua gara, ci ha dato la tranquillità di affrontare la seconda giornata con quella marcia in più che ci serviva. Davide Stoppa ha esordito in una delle gare più belle, la staffetta 4x400, ci hai permesso di coprire le 13 gare per entrare nella classifica nazionale,cosa non da tutti.

Come ogni buona costruzione,ci servivano delle fondamenta solide, ed eccole: Mario e Andrea, la nostra artiglieria pesante, due giganti buoni che in pedana non hanno timore di nessuno. Mario è il primo anno che veste i colori da Corvo ed ha fatto vedere di che pasta è fatto, con 3 gare pesantissime ed impegnative: salto in alto, staffetta 4x100 e lancio del peso (anche lui a suon di record). Andrea invece è la nostra sicurezza, anche se il suo habitat naturale sono le pedane, potrebbe fare di tutto per la squadra. Paolo Rossi, non nuovo ai CDS, ha dovuto aspettare un anno per esordire con noi e allora lo abbiamo accontentato con 3 belle garette “facili”:1500 mt al sabato, 800 mt la domenica, (con pioggia, altrimenti sarebbe stato troppo facile),  e 4x400 mezzora dopo. Non sono tanti quelli che possono fare una cosa simile.

Quest'anno non poteva mancare Eolo che ha corso i 100 e la 4 x 100 con un problema muscolare che lo ha messo in forse fino all'ultimo, ma lui abituato a tutto (correre sotto gli uragani, cadute sulla pista con atleti che lo calpestano, ecc. ), figuriamoci  se un semplice risentimento muscolare  lo poteva fermare..Duri come lui non se ne trovano.

Non dimentichiamo il nostro atleta polivalente, il Ciiiiiiiiice!!! Lui non lo sa,ma le sue potenzialità sono molte. A lui piace saltare? E allora lo abbiamo accontentato facendolo competere dalla 4x100 al lungo e subito dopo alla 4x400. Uno scherzo.  Ma la ciliegina sulla torta l’ha messa il Fabietto  che, dopo un 1500 da paura,  la domenica ha dovuto fare la 4x400 prima di un 5000 tiratissimo. Penso che sia l'unico che possa fare una cosa simile.

Questa è la leggenda degli uomini straordinari del Running Oltrepò che ci hanno permesso di migliorarci stabilendo il punteggio di 6716 punti (ossia 1014 punti in più rispetto all'anno passato) piazzandoci settima squadra lombarda su dieci (nel 2015 eravamo ottavi), portando 10 uomini in gara , rispetto ai 7 della precedente edizione. Sono sicuro che il prossimo anno saremo di più, sopratutto le Corvette ,Un grazie di cuore a tutti.

Fozz

3000 in Pista

Ore 6.51 di una domenica di giugno: suona la sveglia e il materasso che ti tiene stretto, ma tu sei più forte e con una mossa secca ti liberi perché tu sei un runner e il giorno di festa si corre.... poche storie. Poi provi ad aprire la finestra.. Sì: avete capito  bene.. provi ad aprire perché il vento ha scambiato la tua persiana per una vela da spingere il più lontano possibile, ma superi anche questa prova e vedi fuori il tipico clima estivo: pioggia torrenziale modello foresta pluviale, ma tu sei un runner ottimista perché prima o poi smetterà... da buon corvo sai "che non può piovere per sempre".
Colazione e vestizione per la gara e si salta sulla macchina per fare una trentina di chilometri sotto diluvio ed arrivare al campo dove ti dicono che non si sa se si gareggerà... a questo punto pensi: "ma sono solo io il runner che corre sempre e comunque?” A questa domanda però non avremo mai una risposta perché il vento scema e la pioggia lascia spazio ad un iniziale timido sole, quindi si parte anche se con mezz'ora di ritardo e con te ci sono altri 9 corvi impegnati sulle tre specialità di giornata.
 Le prime a gareggiare sono le corvette: Paola Zani rientra in pista alla grande conquistando il primo posto tra le F23, Barbara Sacchi (la pioggia torrenziale è attribuibile a lei) è terza tra le agguerritissime F40 e Barbara Maestri è sempre presente per da una mano alla squadra.
A seguire Corrado Muzzetto prova i 400 metri in vista dei CDS, per lui il titolo provinciale M45.
Per la terza batteria proponiamo il duo di esperienza Rossi-Fozzati, per Paolo un buon quarto posto, mentre Stefano non forza la gamba, ma porta punti in cascina. Nell'ultima serie ci permettiamo di schierare ben 5 atleti e nella M45 facciamo nostro tutto il podio con Fabio Giani che stabilisce il miglior crono di giornata, Andrea Ballerini nell'insolita veste di "pistard" e Corrado, non ancora pago della vittoria sui 400 metri. In gara anche Davide Barosselli argento tra gli M40 e Luciano Ciceroni che con una gara attenta è secondo M35.

Per un gruppo podistico la giornata sarebbe finita, ma non per noi, infatti, in quattro vanno a "gettare il peso conquistando altrettanti titoli provinciali, in ordine di premiazione Barbara Maestri, Stefano Fozzati, Fabio Giani e Luciano Ciceroni.
Alla fine portiamo a casa 7 Titoli provinciali, 1 secondo ed un terzo posto oltre al quarto posto come società.... Che dire: Grandissimo Running Oltrepò.

Fabio

Alta Valnure Trail 29 maggio 2016

 

Alta Val Nure Trail, avevo conservato il volantino, insieme a tanti altri, ogni tanto lo ripescavo dalla busta e riflettevo, 42 km 2500 D+….sono veramente tanti, chissà se ce la posso fare? Poi ripiegavo bene il volantino e lo riponevo al solito posto.

E’ stato così, fino ai primi di maggio, quando l’idea di provare questa sfida ha cominciato a ridondare nella mia testa, e così provo a scrivere all’amico Elio Piccoli, e gli chiedo se secondo lui, posso provare a iscrivermi, i dubbi ci sono, in primis la distanza che solo una volta ho affrontato e  con tanta difficoltà.

Ma la sua risposta di cui qui riporto qualche riga, ha cancellato ogni dubbio:

“….ciao Marika la 42 è bellissima …. Sul percorso troverai un’atmosfera d’altri tempi dove l’escursionismo non si faceva con materiale tecnico, ma con la camicia a quadri, i pantaloni di velluto e il famigerato vecchio scarpone….”

E allora Trail  Alta Val Nure sia!!!

Dopo pochi giorni scopro che a farmi compagnia ci sarà la mia cara amica Daniela, con cui quest’anno ho già affrontato altre due splendide gare il Three For Team a Arenzano e il Trail La Scarpa a Bobbio.

I giorni scorrono in fretta e arriva sabato sera, una cena insieme  e poi si parte destinazione Bettola, splendido e accogliente paesino che fa da porta di ingresso sulla Val Nure.

Qui incontro anche la corvetta Maria Apicella, anche lei iscritta alla 42.  La notte trascorre insonne, i pensieri si accavallano nella mia testa, e i rintocchi del campanile mi ricordano che l’alba è vicina…. Alle 4:15 la prima sveglia suona, si fa colazione e ci si prepara, e quando esco dalla palestra scopro che sta già piovendo.

In un attimo siamo alla partenza sotto una pioggerellina battente, ci siamo, ormai non si torna indietro.

E qui viene il bello, quello che aspettavo,si parte, davanti ai nostri occhi si estende l’Appennino Piacentino con  le sue cime e le su creste, Daniela mi indica  le cime che raggiungeremo. La più temuta è il Monte Carevolo, che ci guarda severo  avvolto dalle nubi, sotto di lui   la valle che nonostante non ci sia sole brilla di verde smeraldo.

La pioggia si fa sempre più battente, si alza anche il vento, ai ristori troviamo i volontari che ci accolgono con un te caldo, frutta secca e ci incitano a continuare, si unisce a noi anche l’amica Luciana al suo primo Trail che, con grande costanza e resistenza, porterà a termine.

In alcuni momenti non nascondo che è stata veramente dura, il fango ha reso gli ultimi 15 km devastanti e poi il vento sulle cime del Carevolo e del Crociglia, sembrava volesse portarci via…. Che fatica amici,  eppure nonostante tutto, il sole noi l’abbiamo portato nel cuore e nella mente. Ancora una volta ho provato una felicità pura, cristallina, ancora una volta tagliare il traguardo con Daniela è stato bellissimo.

E allora ancora un’altra volta lo ripeto e non mi stancherò mai di farlo:

Correre i trail è bellissimo, è vento nei capelli, è la natura che ti entra dentro o forse siamo noi ad avventurarci in lei, è profumo di fiori, di pascoli, di erba bagnata, è l’eco infinito di ruscelli, di voci, di sorrisi, di VITA!!!

Ora non vi annoio più, chiudo nel mio cuore tutte queste emozioni, è ora di guardare avanti e pensare alla prossima avventura….

Solo un ultimo doveroso ringraziamento agli organizzatori,  i Lupi d’Appennino, il Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini, il Soccorso Alpino, tutti volontari,  che hanno realizzato una gara stupenda, garantendo nonostante un tempo infame i ristori e facendoci sentire sempre sicuri sul percorso.

Tatooooooooo

Marika

100Km del Passatore

12 ore 16 minuti 23 secondi

Il tempo che il nostro grande Vittorio Carta, assistito e incoraggiato nei momenti difficili dagli amici corvi Davide e Marco, ha impiegato per percorrere la durissima ed esaltante

"100km del Passatore" 

A lui vanno i compimenti di tutto il Running Oltrepò per l'ennesima impresa portata a termine e un sentito grazie.

Da anni sfoggia i colori della nostra canotta sui tracciati più affascinanti.

 

..."Corvo per eccellenza"