Nazzano: Cronoscalata al vertice per Fabio

 

Non capita spesso di scorrere la classifica di una gara bella e partecipata come la cronoscalata di Nazzano e alla voce primo assoluto leggere "Running Oltrepò" sulla stessa riga.

Anzi, a dire il vero prima di domenica non capitava mai.

Il nostro Fabio ad ogni gara si piazza davanti ma questa volta ha fatto davvero un colpaccio e noi ne siamo orgogliosi, vincere una gara ricca di top runners è tanta roba, chi lo conosce bene sà quanta dedizione e passione metta in questo sport e non può che applaudirlo!

Ottima prova di Ballerini 3o di categoria, bravissima la nostra Paola, 1a di categoria e sempre in miglioramento, ma bene anche Barbara S. che si difende alla grande su un terreno a lei poco gradito come la salita. Bravo Ermes, 4o di categoria, poi bene Davide, Mauro ed io, non saremo tutti dei Top Runners ma ognuno di noi fa il suo.

Renato

 

 

Farini VIVO trail 2017: "Si vede il mondo"

Finalmente dopo più di un mese torno ai miei amati trail...ce la farò?

Questa preoccupazione mi ha tormentata sabato notte fino alla partenza di domenica. Marika, Vito ed io insieme al passo delle Pianazze (sopra Farini) pronti ad affrontare 1300 D+ in 28km.

Nonostante la nottataccia mi sono meravigliata per come mi sentivo durante i primi km, in genere ce ne metto almeno 4 per scaldarmi ed entrare nel mood, invece ieri stavo davvero bene, correvo liberamente, il respiro da subito ben calmo...mi sentivo capace di affrontare tranquillamente tutto!

Dopo qualche minuto perdo di vista Vito che come al solito si trasforma in scheggia e parte a razzo...anzi, a lama!

Percorro i primi metri con Marika ma alle prime discese sento che posso andare di più così approfitto del mio benessere per tirare un po’ e vado avanti con l’amico Antonio, conosciuto al Ballando. Primo ristoro molto presto rispetto il previsto, forse troppo presto, si beve e subito via.

Da qui inizia il percorso più bello, insidioso, divertente, snervante che io abbia mai fatto.

Si inizia con un bel single track molto ma molto stretto per passare su un ponticello fatto di piccoli tronchi traballanti, si passa qualche torrentino dove ovviamente in uno ci finisco dentro.

Inizia la scalata...dapprima è una lunga salita, in parte praticabile e in parte dura, ma davvero lunga, non vedevamo mai la luce di uscita. Da inesperta dovevo continuare ad alzare la testa in cerca di balise o segnali, così lascio andare avanti Antonio per avere la strada già segnata e non dover rallentare troppo. Finiamo il primo lungo salitone e ci guardiamo attorno...penso “sono stata troppo tempo lontana da voi cari monti”...che spettacolo gente!

Il dislivello si appiana leggermente e riprendiamo a correre fino al secondo ristoro posto all’11km...ci voleva proprio. Dopo poco vedo in lontananza arrivare Marika e Alessandro (il socio di Antonio)...provo ad aspettarli ma penso alla vera e imminente scalata al Ragola così dico ad Antonio che sarei partita subito perché tanto mi avrebbero raggiunto a breve.

Riparto da sola, corro, sto bene, mi diverto. Arrivo al bivio da cui parte la vera e propria scalata al Ragola...sì, una vera scalata. Prendo coraggio e via, comincio ad andare...poco dopo incrocio un signore scendere che mi invita a rallentare il passo altrimenti sarei scoppiata a breve...ci provo ma il mio passo riuscivo a gestirlo e così proseguo seguendo il mio feeling. Poco dopo, come previsto, mi raggiungono Marika, Antonio, Alessandro e Adele (mi salvò la vita al Ballando). Marika mi dice che questa volta è planata lei nelle prime discese e mi fa vedere le ginocchia sanguinanti...un po’ sorrido e un po’ mi preoccupo sperando che stia bene. Guardo in alto e vedo la cima del Ragola, penso che la cima sia roba da alpinisti, non da corridori, così chiedo a Marika se dovessimo arrivare fin lassù. Marika sa che dietro la mia domanda c’è il terrore così accenna un “secondo me sì”; le rispondo che ero davvero in dubbio sulla mia riuscita nell’impresa ma lei, tora qual è mi sprona e mi da grande coraggio.

Chi con le bacchette e chi con le mani (io e Marika da vere cinghiale) ci arrampichiamo sulla vetta. Davanti Marika, dietro io e a seguire gli altri...arriviamo in cima e chiedo a Marika “Cosa vedi?”. Mi risponde “Il mondo!”...a una risposta del genere non vuoi faro lo scatto per vedere?

Ragazzi che emozione...tutta la fatica in quei 12 km di continua salita sono scomparsi per magia alla vista di quello spettacolo...lasciatemi qui, non voglio scendere! Sono percezioni da vivere per capirle, per capire perché ci piace morire così tanto...devi farlo! E ieri il Ragola mi ha regalato la fatica più dura e l’emozione più bella che io ho vissuto finora in queste gare.

Ripartiamo praticando una discesa molto dura, molto tecnica, cominciamo a inciampare in qualsiasi cosa capitasse, sentivamo di essere marci dall’arrampicata ma proseguiamo in questo paradiso fino al terzo ristoro...piccolo rifornimento d’acqua principalmente e via. Affrontiamo dei saliscendi continui e penso “caspita...devo ammettere che il consiglio del Pres di allenarmi ad aumentare la velocità mi sta aiutando!” Prima non riuscivo a tenere il passo di Marika in queste gare...ora è il mio passo!

Corriamo, attraversiamo un bellissimo prato, subito dopo un bosco e prendo una storta...ci fermiamo un secondo tanto per capire se passa e passa subito per fortuna. Via fino al quarto e ultimo ristoro...testa sotto l’acqua perché oramai l’ora era molto calda e il sole si sentiva parecchio. Marika e Alessandro scommettono su chi arriva prima così si riparte, io e Antonio a fianco dei nostri soci combattenti. Faceva ridere la cosa perché eravamo tutti completamente marci, stanchi, accaldati, ci trascinavamo lungo il percorso e nonostante ciò questi due rugnavano tra loro, ovviamente in modo amichevole. Arriviamo a pochi metri dall’arrivo, è in discesa...che gioia...così prendo per mano Marika e scattiamo giù al traguardo mischiando sorrisi a lacrime di commozione.

Un grosso abbraccio con la mia socia, intravedo Vito, lo saluto e gli ordino subito due medie per noi. Finiamo la giornata con un bel brindisi tutti e tre assieme a Renato venuto in moto dopo la crono di Rivanazzano.

 

Un capolavoro...la Val Nure regala emozioni, regala sorrisi, regala anche insulti sulle sue alture, regala energie. Ora capite perché amo correre? Da provare!!!!

 

Sabina

Codevilla e Voghera "I due giorni dei CORVI"

5 e 7 maggio, per il Running Oltrepo due giornate da ricordare ma andiamo per ordine:

Venerdi sera a Codevilla si correva la staffetta FIDAL organizzata in modo impeccabile dall’amica Clara e giunta alla sua terza edizione. Il Running Oltrepò è tornato a fare le cose in grande presentando al via ben 9 staffette sapientemente architettate da Davide. Piazziamo al secondo gradino del podio una squadra nella agguerrita categoria Over con i nostri top runners Andrea, Fabio e Antonello,e altri piazzamenti di rilievo ma soprattutto torniamo ad essere il gruppo con più partecipanti ad una manifestazione FIDAL.

Che dire, basta dare un occhio alla foto di gruppo (grazie Fausto ;-)) per lasciarsi andare un “TANTA ROBA!”

 

Domenica mattina a Voghera si corre la “Run for Parkinson” manifestazione FIDAL a scopo benefico che per noi quest’anno vuol dire campionato sociale!

Qualcuno potrebbe pensare che dopo aver portato ben 27 runners a Codevilla al venerdi sera diventa dura fare di nuovo un bel gruppone 36 ore dopo.. e  invece SBAM!

25 iscritti, Iriense organizza e non si premia e siamo di nuovo sul podio a ritirare il terzo premio per gruppi!!!

Ma veniamo al nostro campionato:

Fabio Giani 36:36 (ottavo assoluto e secondo categoria) si riconferma campione tra i maschi.

Paola Zani 44:57 (7° assoluta e prima di categoria) è una felice novità e si prepara a sfoggiare la sua prima stella.

Due campioni sociali quelli del 2017 assolutamente strameritevoli che vincono per distacco con prestazioni “Monstre” e festeggiano doppiamente in quanto entrambi segnano il proprio PB sulla distanza dei 10000. CONGRATULAZIONI!!

Prestazioni di rilievo anche per Ballerini (3°cat.) e Paolo Rossi (P.B. 42:22), ma bravi tutti (ne restano22 più il sottoscritto difficile elencarli tutti). Menzione a parte per i tre esordi al campionato sociale: la nuova “corvetta” Erika Delbo' alla sua prima gara targata R.O.07 , la nostra Sabina Vercesi e Luca Cotta Ramusino ,  di questi ultimi due abbiamo già avuto modo di apprezzarne caparbietà e simpatia e a tutti e tre diamo un caloroso benvenuto ufficiale nella truppa. 

Che dire amici se non grazie di questo WE ricco di soddisfazioni,  siamo in pista da 10 anni ma la storia da scrivere (e la strada da correre) si preannuncia ancora piacevole e moooolto lunga!

 

Renato

Abbots Way 2017 – Per Aspera sic itur ad Astra

 

Quest’anno, dopo due anni siamo ritornati a correre l’Abbots Way.

Inutile che stia a ripetere che per me è stato il coronamento di un sogno, uno perché erano due anni che aspettavo di correrla, due perché l’avrei corsa insieme a Renato.

Una staffetta importante 125 km e 5500 mt di dislivello positivo, addizionata dall’emozione di correre con la persona che amo.

 

L’Abbots Way è qualcosa di più di una corsa, è un’escalation di emozioni.

Che inizia da quando si sale in macchina, e si parte per questa avventura. Quest’anno il nostro viaggio verso Pontremoli è stato in compagnia di Marco Monti, che ha percorso da solo tutta la tappa unica da 125 km.

Pontremoli ci ha accolto come ogni città toscana sa fare, con il fascino di un fiume che la accarezza, con i meravigliosi scorci medievali, con il Castello del Piagnaro che domina la città.

Persino il ritiro dei pettorali e il briefing pre gara sono stati particolari e hanno avuto come contesto la splendida cornice del Teatro della Rosa….insomma nulla è stato lasciato al caso.

Per me già il sabato pomeriggio e la serata sono stati emozionanti, ho rivisto tanti amici con cui ho piacere di correre i trail in Emilia Romagna, e amici che avevo conosciuto due anni prima proprio sui sentieri dell’Abbots, ho cenato con Pierdante, Willy e altri amici, cercando di stemperare un po’ la tensione….ho ammirato uno splendido tramonto su Pontremoli….

La notte è volata, e finalmente è arrivato il mattino, la piazza invasa dai runners, l’aria fredda , il conto alla rovescia e via , che comincia l’avventura….che emozione, lacrime che scendono, ancora non ci credo, di essere qui a percorrere queste strade….

Riassumere i miei 65 km percorsi è davvero difficile, perché posso assicurare che in quelle 13 ore, si corre, si cammina, si vive, si scambiano emozioni, ricordi, ci si commuove quando si arriva sul crinale  che porta al passo del Borgallo e davanti a noi si vede tutta la Val di Taro e l’Appennino Emiliano.  Si ride ai ristori, apprezzando tutta l’ospitalità e la generosità dei volontari che fino a notte fonda hanno lavorato per noi.

E dopo il 42^ km, non nego di aver anche pianto dalla fatica, cercando di ascoltarmi e capire come ritrovare un po’ di energia…. In tutti questi momenti non posso non ringraziare la compagnia gentile di Antonio, Roberto , Alessandro, Walter ….ma anche la presenza e l’affetto degli amici più cari dimostrata  con i tanti messaggi inviati che mi risuonavano nella mente e mi spronavano a proseguire.

E così sono arrivata a Bardi,al tramonto, Bardi, con il suo imponente castello che mi sembrava di non raggiungere mai….e poi imboccato il centro paese, l’urlo di Vito, Anna, Nicola, Renato che incitavano il mio arrivo.  Quante EMOZIONI!!! Trovare lì Renato ad aspettarmi, fare qualche passo insieme e poi lasciarlo partire, perché la nostra avventura non era ancora finita.

Una doccia calda, uno squisito minestrone, e via che si riparte in macchina, e qui devo ancora una volta ringraziare Vito, Anna e Nicola che mi hanno accompagnato….non tutti hanno la fortuna di avere degli amici fantastici come loro.

Arrivati a Bobbio era davvero difficile per me dormire, al traguardo si respirava aria di vita, io ero carica di adrenalina e così in compagnia di Vito ho deciso di aspettare l’arrivo di Marco, che chiude con un tempo da paura di 19 ore e pochi minuti la sua gara con il tifo di sua moglie Ilaria e dei suoi bellissimi bimbi che hanno percorso con lui gli ultimi mt. fino al traguardo.

Poi non nego di essere crollata in camera in una sorta di sonno per un paio d’ore….ma il mio pensiero era tutto per Renato, sapevo che gli avevo lasciato la tappa più dura, e la corsa di notte….e così alle 6 di mattina mi sono ritrovata da sola sul ponte Gobbo di Bobbio….

Bobbio all’alba….le luci del mattino….il canto degli uccelli….l’acqua del Trebbia e  i suoi riflessi argento…. E ancora lacrime sul mio volto, pensando a Renato,e  a che voglia avevo di riabbracciarlo . E poi eccolo lì, che arriva…. Gli ultimi mt di corsa insieme, tagliare il traguardo INSIEME…. Un ricordo che non passerà mai.

Festeggiare l’arrivo di Renato con Marco e Vito che hanno anche loro passato tutta la notte ad aspettarlo, è stato bellissimo.

Ecco questa è l’Abbots Way, anzi questo è solo un decimo delle mille emozioni che scorrono davanti ai miei occhi. Emozioni che ho chiuso nel cuore, forse vi ho annoiato…..ma credetemi nessuna corsa ha il sapore dell’Abbots.

E allora arrivederci Signora del Trail, al prossimo anno….di nuovo sulla Via degli Abati.

Vi lascio con questa citazione, che secondo me racchiude tutta l’essenza di ciò che ho scritto:

“Perché l’ultra dopo un certo punto non è più una prestazione fisica….assolutamente no….nell’ultra vai a vedere l’anima”.

(Cit. Terzani – Graglia)

 

Marika

RUNNING OLTREPO’ ALLA STRASIMENO

 

Castiglione del Lago - Ma sì … i laghi mi hanno sempre reso un po’ triste, ancor di più il

Trasimeno, che sembra grande come un mare circondato da quei canneti sempre spazzati dal vento,

ma qui ci torno sempre volentieri perché vi ho corso nel 2012 la mia prima ultramaratona e poi

perché da queste parti si mangia bene, aspetto da non sottovalutare mai.

Il meteo non ha certo contribuito a sollevare il morale, ma quando la compagnia è buona il resto

passa in secondo piano e la mia compagnia era costituita da Vittorio Carta e dalla corvetta Silvia

Valle, lei in gara sulla 34 km in preparazione della Maratona di Roma. Per me e Vito invece giro

completo del lago, una fatica lunga 58 km. In gara su cinque distanze, dalla 10 km alla

ultramaratona, circa 2000 atleti.

La mia partecipazione a questa ultra poteva sembrare insensata perché da tempo non correvo su

distanze così importanti e sinceramente non sapevo proprio come sarebbe andata a finire; invece,

raschiando un barile che si svuota sempre troppo in fretta, l’ho terminata in 6h47’, un tempo in linea

con quello delle tre edizioni precedenti alle quali avevo partecipato. Molto meglio Vito, finisher in

5h48’ e la Silvietta che chiude in 3h33’ la sua gara ... bella lì!

Salutiamo Castiglione del Lago, le sue norcinerie e la sua fortezza medievale, che dal promontorio

domina tutto il lago … mentre corri sofferente la vedi da lontano e sai che è la in cima che dovrai

arrivare!

Viaggio di ritorno con escursione a Corniglia, gioiellino incastonato tra il mare e i monti delle

Cinque Terre, a suggello di questa tre giorno podo-eno- gastronomica … da veri Corvi!

Marco